La bella Patrona di Diamante

Il Novantesimo Anniversario dell’Incoronazione della Madonna Immacolata Concezione

Il 12 agosto di quest’anno ricorre il novantesimo anniversario dell’Incoronazione della Madonna Immacolata, venerata nella parrocchia omonima e patrona dell’intera città. Tenendo presente il libro di Enzo Monaco “L’Immacolata venuta dal mare” pubblicato, presentato e divulgato il 2016, cerco di mettermi nel clima di progettazione, di attesa, di iniziative e fervore che la città di Diamante ha vissuto oltre novant’anni fa. Il pensiero avuto da Don Francesco Lancellotti, parroco dal 1901 al 1906, le riunioni nella bottega del sarto artigiano Roberto Morelli con don Giovanni Caselli junior e l’avvocato Arturo Vanni, la determinazione del parroco manifestata tramite il Bollettino l’Immacolata, strumento di comunicazione con i fedeli, la raccolta fondi, insieme ad oro e gioielli, per “forgiare” una corona degna dell’Immacolata, sono tutti tasselli fondamentali che hanno provocato e reso possibile l’impresa.

Don Giovanni Caselli, per tre anni, si dedicò “anima e corpo” alla realizzazione di questo sogno. La richiesta al Vescovo della Diocesi di San Marco – Bisignano, quella al Capitolo Vaticano, sono tutti passi che incoraggiarono la realizzazione del progetto. Dal settembre 1927, quando arrivò la comunicazione del Capitolo Vaticano, ed il successivo decreto del 13 giugno 1927, al 12 agosto 1928, data dell’Incoronazione è stato tutto un fermento nel quale l’intera popolazione di Diamante, e non solo, fece esperienza quotidiana della realizzazione di un bel “progetto”. Ed infine le “cinque giornate di festa”, dal 7 al 12 agosto 1928.

La presenza di due vescovi, quello di San Marco-Bisignano Mons. Scanu, quello di Cassano, Mons. Bruno Occhiuto, il Podestà Ferdinando Calvalcanti, insieme all’arciprete don Giovanni Caselli, il Convegno eucaristico con i vari autorevoli interventi, l’incoronazione prima in chiesa e poi in piazza, la predicazione del “facondo e travolgente oratore sacro”, padre Bovenzi di Napoli, col suo “fermati istante”, hanno reso memorabile ed unico questo evento. Immagino l’entusiasmo e la partecipazione e vedo la “Bella Patrona Incoronata” venerata con preghiere, canti della Schola Cantorum, accompagnata dalla Banda Città di Taranto, attraversare i vicoli e le strade della città, tra due ali di folla in festa. E, immaginando, comprendo meglio il senso della devozione perpetuata nel tempo e sempre viva nelle famiglie e nelle singole persone di Diamante e dei paesi vicini. La cosa bella è che anche i turisti che vengono in vacanza a Diamante, le scolaresche, i tanti visitatori durante tutto l’anno, hanno accolto nel loro sentire spirituale e culturale il senso pieno e significativo della devozione all’Immacolata. Tutto questo, e quanto ognuno di noi ha nel cuore, ci porta a prepararci bene per celebrare, con entusiasmo e piena partecipazione, il novantesimo anniversario dell’Incoronazione. Che ci siano ancora tante “botteghe” nelle quali si parla e nelle quali ci si metta in movimento per onorare al meglio la “Bella Signora”.

Don Michele Coppa

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