Il Mistero del Natale – Don Michele Coppa

Scrivi qualcosa per il Natale! E’ l’invito che viene da più parti. Beh! Natale parla già di per sé. Basta mettersi in ascolto del “Mistero” che viene ad abitare la storia dell’umanità. Lo spirito del mondo lo ha vestito di scenografia, di luci, di alberi addobbati l’ha saziato, fino al rigetto, di cenoni e contorni vari; ha voluto rompere il silenzio del “mistero” con botti, discoteca e quant’altro che riempia il vuoto esistenziale dell’uomo. E’ la logica del consumismo! Ai cristiani il compito di accendere in sé, nelle proprie case e nella società, lo spirito di Dio che “viene a salvarci”. Da qui l’invito chiaro di San Pietro e di San Paolo: “Non conformatevi alla mentalità di questo mondo!”. Che fare allora? Stare in silenzio, evitare le feste, le luci e tutto quanto sa di esteriorità? I cristiani fanno festa perché Gesù apre il cuore alla speranza, alla gioia. Pertanto devono esprimere la gioia di essere amati, visitati e salvati da Dio, “Parola che si fa carne”. Che grande avvenimento! Un fatto che ha segnato la storia! Ecco allora la gioia del “Gloria a Dio… e pace agli uomini…”, il suono delle campane a festa, il presepe in casa, la famiglia attorno alla mensa, l’accoglienza e la cura dei poveri, lo scambio dei regali come prolungamento del regalo più grande che abbiamo ricevuto dal Padre: “il dono di Gesù”! I cristiani seguono la logica del cuore rinnovato da una presenza: quella di Dio; una presenza ascoltata nella Parola, ricevuta nell’abbraccio eucaristico con Gesù “vero cibo di salvezza”; una presenza che accende la mente ed il cuore. Il cristiano… è lui stesso che si accende alla Luce di Dio e diventa Luce nelle tenebre. E’ lui che si lascia abbracciare dall’Amore di Dio e diventa fonte di concordia e di pace in un mondo di odio, indifferenza e divisione; abbracciato da Dio, impara ad abbracciare la famiglia, gli amici, le altre persone, i valori portanti della società e del mondo con la sola legge dell’amore disinteressato e vero come quello di Gesù. E così scoppia la festa “colorata di significato”: luci, suoni, cibi, vestiti semplici e belli, doni di sorriso, botti e quant’altro che siano manifestazione sincera di una gioia che si sta vivendo nel cuore. In questa direzione si educano nuove generazioni alla comprensione ed interiorizzazione di un “mistero” antico, ma sempre nuovo, vivo ed efficace, che scomoda ed impegna la nostra vita: è il fatto dell’Incarnazione, Dio che si fa carne e abita in mezzo a noi!​ I cristiani veri vivono così il Natale e lasciano una scia di festa, di luce, di profumo che attira anche chi è distratto da altro e usa la FESTA DELLA NASCITA DI GESU’ per altri scopi. BEL NATALE A TUTTI!

Don Michele Coppa

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