Fermati istante! La cronaca del momento in cui novant’anni fa l’Immacolata Concezione, patrona di Diamante, fu incoronata

Il dieci, l’undici e il dodici di Agosto del 1912 sono tutti per la Madonna Immacolata. Domenica dodici Agosto, il giorno dell’apoteosi. L’alba è salutata dal suono delle campane che con “le loro voci possenti annunziano il giorno della grandiosa occasione” e “risvegliano nei petti l’entusiasmo e la gioia”. I treni della notte e del mattino riversano nel paese tutte le popolazioni dei paesi vicini. Ore nove. Tutto è pronto nella chiesa. La statua dell’Immacolata è in alto sull’altare maggiore circondata di fiori, di luci e di drappi in una triplice gloria di angeli. Ci sono tutte le personalità del paese. Il Podestà, il notaio Eugenio Leone, il notaio Pasquale De Luna, il notaio Biagio Ordine, il notaio Angelo Ordine, il commendatore Luigi Siniscalchi presidente della Corte d’appello, il cavaliere Angelo Leporini, l’avvocato Arturo Vanni, il commendatore Giovanni Golia, il cavaliere Ferrante, l’avvocato Antonio Siniscalchi, il segretario comunale Raffaele Caselli, il segretario politco l’ingegnere Luigi Ricci, il segretario dei commercianti Biagio Ricci, il Sig. Filippo Magurno, il Maresciallo Carabinieri in alta uniforme e una pattuglia della Milizia col comandante Angelo Ordine. Mons. Scanu, vestito degli abiti pontficali è seduto sul trono. Mons. Petroni legge il Decreto del Capitolo Vaticano per l’incoronazione della Vergine. Il Podestà si avvicina al trono, fra le mani la splendida corona d’oro fusa con gli anelli e gli orecchini delle donne di Diamante. Assieme a lui il notaio Leone con i colleghi Pasquale De Luna, Biagio Ordine e Angelo Ordine. Dà lettura del Rogito. Firmano il Vescovo, i rappresentanti dei due capitoli di S. Marco e Bisignano, i testimoni e i quattro notai. Mons. Scanu benedice la corona e il Podestà la dà in consegna al parroco don Giovanni Caselli. Mentre la Schola cantorum intona O Glorioso virginum e il cerimoniere, don Dionesalvi, della Cattedrale di Bisignano, inizia il Pontificale con una decina di sacerdoti provenienti da tutta la Diocesi. Ore undici. Si forma “l’imponente e interminabile corteo” dalla chiesa alla piazza del popolo. In testa i musicanti. Poi i Balilla, gli Avanguardisti, militi e giovani cattolici con le loro bandiere, i seminarist, i sacerdoti parroci e canonici con le cappe rosse, infine il Vescovo mons. Scanu con la solennità della sua infula pontificale. Più indietro, la statua dell’Immacolata portata a spalla da giovani vestito di bianco. A seguire i carabinieri in alta uniforme, i militi della Milizia nazionale, il gonfalone del Comune di Diamante e il gagliardetto del fascio. Canta il popolo commosso: “Su per le glauche onde Tirrene, per lidi floridi – e per le amene campagne bruzie – in ogni istante lancia Diamante grido di Fè”. La Vergine passa sotto gli archi trionfali e arriva nella piazza “artisticamente addobbata di luminarie con lo sfondo del mare azzurro e la superba cornice dei palazzi riccamente pavesati di bandiere tricolori, di arazzi e di tappeti”. La processione si ferma. Le autorità, il Vescovo, il clero, i cantori salgono sul palco. Sul palco anche la statua dell’Immacolata. L’atmosfera è quella dei moment indimenticabili. “Quanti erano in quella piazza. Diecimila persone? Si, erano in quella piazza oltre diecimila fedeli, oltre diecimila cuori, oltre diecimila entusiasmi, oltre diecimila figli che plaudivano al trionfo della Bella Madre”. Il Vescovo sale su un tavolo e depone sulla testa della Vergine la preziosa corona. “Fermati istante” grida padre Bovenzi. Il popolo in delirio canta ed applaude. E le campane suonano a festa.

di Enzo Monaco
Tratto dal libro
“L’Immacolata venuta dal mare”
Accademia del Peperoncino Editore

Nella foto principale
il momento in cui padre Bovenzi pronunciò il celebre “fermati istante”.
Nelle altre foto la folla dei fedeli diamantesi.

Incoronazione Immacolata Concezione

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